Hai presente quel momento? Le luci si spengono, qualcuno arriva dalla cucina con la torta, tutti cantano un po’ stonati. E lui, o lei, si ferma. Chiude gli occhi così forte che si arricciano anche le guance. Le mani giunte, il respiro trattenuto. Per tre secondi il mondo intero aspetta.

Poi il soffio. Le candeline si spengono, partono gli applausi, e quel desiderio vola via senza che nessuno sappia cosa fosse.

È uno dei gesti più piccoli dell’infanzia, e uno dei più grandi. Perché dentro c’è una cosa che oggi rischiamo di dimenticare: che ci sono tesori che si tengono per sé. Ci siamo chiesti cosa succede prima di quel soffio. E ne è nata una favola.

Nessuno sa desiderare come un bambino

Noi adulti i desideri li abbiamo un po’ addomesticati. Li chiamiamo obiettivi, li mettiamo in agenda, li rimandiamo a quando avremo tempo. I bambini no. I bambini desiderano con tutto il corpo: con gli occhi chiusi, con il naso all’insù, con la certezza assoluta che, se soffi abbastanza forte, qualcosa da qualche parte ti ascolta.

E c’è una cosa bellissima in quel momento davanti alla torta: per una volta, nessuno decide al posto loro. Non c’è un compito da fare bene, non c’è una risposta giusta. C’è solo un bambino che si ascolta e prova a dire, dentro di sé, che cosa conta davvero.

Desiderare è uno dei primi modi in cui un bambino impara a conoscersi.

Ma non sempre è facile. A volte, la sera prima, il desiderio non arriva. E se domani non mi viene niente? E se sbaglio desiderio? Chi ha figli lo sa: anche le cose belle, da piccoli, possono fare un po’ paura.

La sera prima del grande giorno

È proprio da lì che comincia La Favola del Compleanno, il secondo libro della collana Piccoli Grandi Passi di Family in Tale.

È la vigilia. Gli abiti della festa sono già pronti sulla sedia, domani il protagonista compie gli anni, ma manca una cosa: il desiderio. «Luna, domani devo soffiare sulla candelina e pensare un desiderio. Ma non me ne viene nessuno.»

La mamma entra con una scatola tutta stelle. «Questa si apre domani.» «Neanche un pochino stasera?» «Neanche un pochino.» E quando il bambino le confida la sua paura, lei risponde con una frase che vorremmo dire a tutti i nostri figli:

«Verrà. I desideri arrivano di notte, quando smetti di cercarli.»

La stanza si fa silenziosa. Poi, dentro la scatola, qualcosa luccica. Dal fiocco spunta una candelina con la spirale blu e due piedini: è Candelina, custode dei desideri, che si presenta con un inchino solenne e finisce dritta in un capitombolo. Il nostro protagonista la prende al volo. «Piacere di prenderti!»

Candelina ha una fiammella speciale: quando un desiderio è lontano, fa luce appena fino ai piedi. «E quando è vicino?» «Vieni, che te lo faccio vedere.»

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Fuochino, fuochino: il viaggio nel Paese dei Compleanni

Accanto alla scatola si apre una porta di luce, e dall’altra parte arriva profumo di torta. «Buon segno», dice Candelina. «I desideri di compleanno abitano sempre vicino alle torte.»

Il Paese dei Compleanni è fatto di colline di regali, alberi di palloncini e, in cima a tutto, il Palazzo dei Desideri. Per arrivarci si gioca a fuochino: acqua se sei lontano, fuoco quando l’hai trovato. E qui la favola fa una cosa che ci piace moltissimo.

Il desiderio non si avvicina perché il bambino lo cerca più forte. Si avvicina ogni volta che fa qualcosa di buono.

Scioglie il nodo di un palloncino rimasto impigliato in un ramo, e una scia d’oro scende sulla fiammella. «Fuochino!» «Ma io ho solo sciolto un nodo.» «Appunto.»

Attraversa un ponte di nastri che dondola, anche se le gambe tremano. «E se mi tremano le gambe?» chiede. E Candelina risponde con la frase più onesta che si possa dire a un bambino che ha paura: «Tremeranno. Poi passa. Io sono qui.»

Poi trova un piccolo riccio che apparecchia tre piattini intorno a una briciola di torta, sperando sempre che passi qualcuno. Il bambino guarda i piattini, guarda Candelina, e decide che quel qualcuno può essere lui. Una scatola diventa un tavolino, un nastro diventa un festone, e ridono così tanto che il riccio si dimentica di essere timido.

Non c’è nessuna morale scritta in grassetto. È un gioco. Ma i bambini capiscono benissimo: la gentilezza, il coraggio, il fare spazio a qualcuno sono le cose che ci avvicinano a quello che desideriamo davvero.

Un desiderio tutto suo

Il portone del Palazzo dei Desideri non ha maniglia. C’è solo un piccolo incavo a forma di fiamma, e la chiave è proprio Candelina. Dentro, la sala è piena di sfere di luce: in una nuota una balena, in un’altra vola un aquilone, e ce ne sono mille ancora.

«Qual è il mio?» «Non devi sceglierlo. Aspetta.»

E una sfera piccola, da sola, scende fino al naso del protagonista. Lui la prende tra le mani. È tiepida. Chiude gli occhi, e lo vede: il suo desiderio. È proprio quello.

Che cos’era? Il libro non lo dice. Questo lo sa soltanto lui.

Insegniamo ai nostri figli a tenere per sé i desideri

Lo dicono tutte le nonne: il desiderio non si dice, altrimenti non si avvera. È una piccola superstizione, certo. Ma dentro c’è una saggezza enorme.

Viviamo in un tempo in cui tutto si racconta, si mostra, si condivide. Anche i bambini crescono così, con la foto della torta che arriva sul telefono di mezza famiglia prima ancora che si spengano le candeline. Tenere un desiderio per sé è uno dei primi esercizi di intimità: scoprire che dentro di noi c’è uno spazio solo nostro, che nessuno può guardare, giudicare o mettere a confronto con quello degli altri.

Un desiderio custodito cresce. Ti accompagna mentre aspetti, ti fa sognare a occhi aperti, ti insegna la pazienza. Un desiderio raccontato a tutti, invece, smette un po’ di essere tuo.

Per questo nella favola nessuno chiede al protagonista che cosa abbia desiderato. Né Candelina, né la mamma, né il libro. Candelina gli dà solo un consiglio:

«Tienilo al caldo, il tuo desiderio. E domani soffia forte: è così che i desideri partono.»

Attenzione, però: un desiderio non è un segreto pesante. Le cose che fanno stare male si raccontano sempre a mamma e papà, e i bambini devono saperlo. Il desiderio è un’altra cosa: è un piccolo tesoro tiepido, da tenere al caldo. E rispettarlo, senza chiedere «che cosa hai desiderato?», è un modo bellissimo per dire a un bambino: mi fido di te, e quello che sogni è tuo.

Il mattino del compleanno

«Buon compleanno!» È mattina, ed è il giorno del compleanno, quello vero, con la sua data. Sul comodino brilla un nastrino d’oro. Il bambino lo sfiora con un dito e non dice niente. Certe cose si tengono al caldo.

La casa si riempie di voci, di pacchetti e di abbracci. Poi arriva la torta, e in cima, con la spirale blu e l’aria di chi non è mai inciampata in vita sua, c’è lei. Il protagonista le strizza l’occhio, chiude gli occhi, prende fiato e soffia forte, come aveva promesso.

La fiammella si spegne e una scia d’oro vola fuori dalla finestra. Il desiderio è partito. «Ci vediamo il prossimo compleanno», sussurra Candelina.

Bambina e mamma alla festa con la torta e il libro personalizzato Buon compleanno, Celeste!
Papà e figlio con il libro di compleanno personalizzato Buon compleanno, Marco!

Con il suo nome, i suoi anni e il suo giorno

La Favola del Compleanno è scritta per un bambino solo: il tuo.

È un libro della favola del compleanno personalizzato in ogni dettaglio, ed è per questo che tanti genitori lo scelgono come regalo per il compleanno del proprio bambino. Il protagonista ha il suo nome e il suo aspetto, scelto tra 22 combinazioni di capelli e carnagione. Nella storia ci sono gli anni che compie, e se vuoi anche il giorno del suo compleanno: la favola comincia la sera prima, con la data giusta, e la stessa data compare in copertina, sopra il suo nome. “Era il 14 maggio. Domani Andrea avrebbe compiuto cinque anni.”

E a portare la scatola tutta stelle puoi essere tu, chiunque tu sia: mamma, papà, nonna, nonno, zia, zio, oppure solo un nome, per la madrina o l’amica di famiglia. Nella storia comparirà proprio così, con il suo titolo e il suo nome.

La prima pagina è una lettera. Puoi scegliere una delle sei dediche di compleanno già pronte, oppure scrivere la tua. Magari quella che ogni anno pensi e non riesci mai a dire ad alta voce.

“Oggi compi un anno in più, ma per me resterai sempre il regalo più bello.”

Il regalo perfetto per il compleanno dei nostri piccoli

Cerchiamo tutti, ogni anno, il regalo perfetto per il compleanno dei nostri piccoli: qualcosa che non finisca in fondo a una cesta dopo una settimana, che parli proprio di lui o di lei, che si possa ritrovare anche da grandi. Un libro in cui il protagonista ha il suo nome, i suoi anni e il giorno della sua festa è esattamente questo.

Ce lo hanno detto in tanti: è anche il regalo perfetto da parte dei nonni. Perché un giocattolo si consuma, un vestito si fa piccolo, ma un libro in cui il nonno porta la sorpresa e la nonna rimbocca le coperte resta. Si rilegge la sera, si ritrova da grandi in uno scaffale, si mostra ai propri figli.

E lo stesso vale per zii, padrini, madrine: le persone che ci sono a ogni compleanno, e che meritano di stare anche dentro la favola.

Perché alla fine è questo che vorremmo regalare: non solo un libro, ma la sensazione che i suoi desideri contano e che sono suoi, oggi e a ogni candelina che verrà.

Come è fatta La Favola del Compleanno

  • Libro illustrato 20×20 cm, collana Piccoli Grandi Passi, scritto e illustrato da Andrea Apollonio
  • Protagonista personalizzato: nome e avatar tra 22 combinazioni di aspetto
  • Gli anni che compie e, se vuoi, il giorno del compleanno, anche in copertina
  • Chi porta la sorpresa a scelta: mamma, papà, nonna, nonno, zia, zio o solo il nome
  • Dedica personalizzata, con 6 dediche di compleanno pronte o scritta da te
  • Disponibile in 7 lingue: italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese e russo
  • Copertina flessibile con dorso o con spirale, e carta regalo su richiesta
  • Anteprima completa del libro prima di ordinare
  • Spedizione gratuita in Italia

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