Sono le otto e mezza di sera. Sei ancora in ufficio, o in macchina, o in treno con la testa appoggiata al finestrino. Il telefono si illumina: è una foto. Tuo figlio in pigiama, i capelli ancora umidi del bagnetto, in braccio alla nonna. Sorride. Tu sorridi con lui, e intanto qualcosa ti stringe il petto.

Avrei dovuto esserci io.

Se questa frase ti suona familiare, non sei solo. Moltissimi genitori la ripetono ogni giorno, in silenzio, mentre fanno i salti mortali tra riunioni, turni, trasferte e scadenze. È il senso di colpa di chi lavora e non può esserci sempre: sottile, persistente, capace di rovinare anche le giornate andate bene.

Il senso di colpa non misura l’amore

Partiamo da una cosa semplice: sentirsi in colpa non significa essere un cattivo genitore. Di solito significa il contrario. Ci sentiamo in colpa perché teniamo moltissimo a quei momenti che ci stiamo perdendo: il racconto della giornata all’asilo, la merenda insieme, il bacio prima di dormire.

I bambini, però, non contano le ore. Contano la presenza. Ricordano come li abbiamo fatti sentire, non quanti minuti siamo stati nella stessa stanza. E soprattutto crescono bene quando intorno a loro c’è una rete di persone che li ama: la nonna che prepara la cena, lo zio che li fa ridere, l’amica di famiglia che li va a prendere a scuola, la babysitter che conosce a memoria il loro peluche preferito.

Questa rete non ti sostituisce. È un modo di dire “ti voglio bene” che passa anche da altre mani.

Una storia per la sera in cui non ci sei

È da qui che è nato “Buonanotte”, il primo libro della collana Piccoli Grandi Passi di Family in Tale.

È la storia di una sera come tante. Nella cameretta si accende una luce calda, ma il protagonista non ha nessuna voglia di dormire: ha ancora tante cose da fare. Poi il cuscino si muove appena appena e compare Sbadiglio, una creaturina morbida con un cappellino pieno di stelle. Si è perso: doveva tornare nel Paese dei Sogni, ma ha sbagliato cuscino.

Inizia così un viaggio lungo la Strada della Buonanotte, un sentiero d’argento tra le nuvole. Lungo la strada incontrano una nuvoletta con troppi pensieri, che impara a respirare piano: dentro, fuori. Poi una stellina che si sforza di illuminare tutto e scopre che può brillare un po’ meno. Per aprire la porta del Paese dei Sogni bisogna pensare alla cosa più bella della giornata. E il protagonista, a occhi chiusi, ritrova un gioco, una risata, una corsa, una storia… e un abbraccio.

È un libro che parla di rallentare, di lasciar andare i pensieri, di addormentarsi sereni. E di quell’abbraccio che resta lì anche quando chi te l’ha dato non è più nella stanza.

Questa volta nella favola c’è chi c’è davvero

La novità più bella di “Buonanotte” è una scelta che abbiamo fatto pensando proprio alle famiglie di oggi. A dare la buonanotte nella storia non devono per forza esserci mamma o papà.

Mentre crei il libro scegli chi sarà l’adulto della favola:

  • mamma o papà, per i genitori che vogliono esserci almeno lì, tra le pagine, nelle sere in cui fanno tardi;
  • nonna o nonno, per le famiglie in cui sono i nonni a mettere a letto i bambini più spesso di chiunque altro;
  • zia o zio, per quelle presenze speciali che i bambini adorano;
  • solo il nome, per chi non è un parente ma fa parte della famiglia lo stesso: l’amica di sempre, la vicina di casa, la babysitter che ogni sera spegne la luce e resta lì finché non si chiudono gli occhi.

Nel libro quella persona si siede sul letto, sistema il cuscino e dice: «È ora della buonanotte». E nell’ultima pagina è lei a chinarsi per l’ultimo bacio.

Scegli anche il suo aspetto: giovane o più grande, con il colore e la piega di capelli che le somigliano di più. Lo stesso vale per il bambino o la bambina protagonista, che si riconoscerà in ogni illustrazione.

Una piccola confessione dell’autore

C’è una cosa che dobbiamo ammettere. Andrea Apollonio, che ha scritto e illustrato “Buonanotte”, ha fatto una scelta precisa: nelle sue favole le mamme sono sempre appena uscite dal parrucchiere, i papà hanno la barba fatta e nemmeno un capello fuori posto, e nessuno, ma proprio nessuno, è mai calvo.

Nella realtà, alle nove di sera, la mamma ha lo chignon tenuto su con una matita, il papà ha ancora la camicia dell’ufficio e la barba di tre giorni, e il bambino ha il pigiama al contrario e un calzino solo, l’altro disperso da qualche parte nel corridoio.

Ma va benissimo così. Le favole non raccontano come siamo alle nove di sera: raccontano come ci vedono i nostri figli. Sempre un po’ più belli, un po’ più calmi e un po’ più speciali di quanto ci sentiamo noi. E forse, ogni tanto, dovremmo guardarci anche noi con quegli occhi.

Mamma e figlia con il libro personalizzato Buonanotte, Martina!
Papà e figlio con il libro personalizzato Buonanotte, Andrea!

Un regalo per chi c’è quando tu non puoi

C’è un modo molto dolce di usare questo libro, e ce lo hanno suggerito proprio i genitori: regalarlo a chi si prende cura dei tuoi figli.

Immagina la nonna che trova il suo nome nella favola. La zia che legge “la tua Zia Marta” nella dedica. La babysitter che scopre di essere, per quel bambino, la persona della buonanotte. È un grazie che non ha bisogno di tante parole.

E per il bambino è un messaggio chiarissimo: le persone che ti mettono a letto quando mamma e papà lavorano non sono un ripiego. Sono una parte della tua storia, e noi siamo felici che ci siano.

E la dedica la scrivi tu

La prima pagina del libro è una lettera. Puoi usare una delle nostre dediche pronte, pensate per la sera e per i sogni, oppure scrivere la tua. Magari quella che vorresti dire ogni sera e che non sempre riesci a dire di persona.

“Anche quando torno tardi, il primo pensiero della giornata sei tu.”

Poche righe, che il tuo bambino potrà rileggere con chiunque gli stia accanto quella sera.

Lasciare andare un po’ di peso

Nessun libro cancella il senso di colpa, e non è questo lo scopo. Ma ogni tanto fa bene ricordarsi che la buonanotte non è una prestazione da non sbagliare mai. È un rituale, e i rituali si possono condividere.

Stasera, forse, la darai tu. Domani toccherà alla nonna, dopodomani alla babysitter. E in tutte quelle sere il tuo bambino chiuderà gli occhi con un piccolo sorriso, sapendo di essere amato da tante persone.

Perché, come dice l’ultima pagina del libro:

Quando arriva la notte non finiscono le avventure. Cominciano i sogni.

Come è fatto “Buonanotte”

  • Libro illustrato 20×20 cm, collana Piccoli Grandi Passi
  • Protagonista personalizzato: nome e avatar tra 22 combinazioni di aspetto
  • L’adulto della buonanotte a scelta: mamma, papà, nonna, nonno, zia, zio o solo il nome
  • Dedica personalizzata, con 6 dediche pronte o scritta da te
  • Copertina flessibile con dorso o con spirale
  • Anteprima completa del libro prima di ordinare
  • Spedizione gratuita in Italia

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